LA NOSTRA STORIA

Il Centro CRIAF (Centro Riabilitazione Infanzia Adolescenza Famiglia), nasce nel 1999 con l'intento di strutturare un piano di lavoro basato sulla prevenzione primaria del disagio assumendo come target principale la famiglia.
Il modello su cui si basa l'azione del Centro CRIAF e di operare in un'ottica preventiva (non centrata sull'emergenza), integrata (con i diversi servizi del territorio) e costante nel tempo. Grazie alla collaborazione con i comuni del territorio bresciano e di varie Istituzioni e Comuni della Lombardia, è stato possibile costruire, nel corso degli anni, un modello di intervento preventivo attraverso l'attivazione di numerosi sportelli di ascolto psicopedagogici nelle scuole (elementari, medie e superiori) e punti di ascolto rivolti al servizio di mediazione familiare e di consulenza di coppie in difficoltà. Queste attività hanno permesso di rispondere a complessità e problematiche scolastiche e della famiglia, ma anche di avere un vero e proprio osservatorio con cui conoscere e rilevare nuovi bisogni sul territorio.

  • Per quanto riguarda la costituzione di sportelli di ascolto psicopedagogici, il Centro CRIAF ha attivato una collaborazione con i comuni del territorio a partire dal 2001, sviluppando un modello di intervento assunto dall' Osservatorio Regionale sul Bullismo quale buona prassi per prevenire il disagio e la devianza. Questi sportelli che vengono attivati nelle scuole del territorio hanno la possibilità di fungere da osservatorio della realtà territoriale. Lo sportello psicopedagogico è un punto di ascolto e sostegno aperto ad alunni, insegnanti e genitori, ed è un ottimo strumento per mettersi in contatto ed essere raggiunto con facilità e gratuitamente dal target di utenti previsto.

Inoltre ha come assunto di base il fatto che oggi la scuola per affrontare la complessità necessità di nuovi strumenti di intervento che accolgano i bisogni delle famiglie e dei suoi attori.
All'interno di questo progetto si annoverano anche numerosi corsi di formazione per docenti, corsi per i genitori e laboratori per gli alunni, solitamente attivati in seguito alla lettura del bisogno fatta attraverso l'afflusso agli sportelli, o pianificati in base alle necessità.

  • Il servizio di mediazione familiare e di consulenza alla coppia è attivo dal 2003. Inizialmente è stato pensato e avviato come consulenza di mediazione familiare, quindi con l'obiettivo di assistere le coppie di coniugi già separati nella gestione della separazione. Successivamente, a fronte di numerose richieste, il servizio si è sviluppato anche in direzione preventiva: è nata così la consulenza di coppia per la gestione di conflitti di coppie non separate, per la promozione del benessere della famiglia, dei coniugi e dei minori coinvolti in conflitti famigliari. Il numero degli sportelli è passato da uno a cinque, attivi settimanalmente nel territorio e gratuiti per i destinatari.

Oltre ad altri progetti significativi è il progetto " Conoscere e prevenire il bullismo" per il quale il CRIAF è stato referente per diversi anni della Provincia di Brescia, svolgendo numerosi percorsi di formazione in tutta la provincia di Brescia, ed un'importante ricerca sul fenomeno del bullismo in tutte le scuole della provincia , per un campione di 30.000 studenti.

  • Accanto a questi progetti gli operatori del Centro CRIAF svolgono anche attività clinica privata di diagnosi e trattamento dei disturbi specifici dell'apprendimento; di disturbi del comportamento, di sostegno psicologico e psicoterapia.

Infine, grazie alla rete costruita negli anni, si svolge attività di ricerca, attiva collaborazione con i servizi del territorio e consulenza psicologica per comuni, enti, scuole e associazioni su tematiche educative, di sviluppo psicologico e psicologia familiare.

Il Centro CRIAF ha come presupposti di base l'azione in termini preventivi del disagio e di promozione del benessere sociale.
Per raggiungere questi obiettivi si orienta allo sviluppo della costruzione di una rete di lavoro affinché i diversi enti e servizi del territorio possano agire sinergicamente e integrando le diverse competenze di ognuno.
Il modello di lavoro così strutturato, e la continua analisi svolta negli anni dell'effettiva richiesta da parte di utenti, permette di avere un osservatorio preciso e costante della realtà del territorio: quali sono i bisogni principali, quali trovano servizi adeguati alle loro necessità, quali restano scoperti e quali cambiamenti affronta la società, modificando così la gerarchia dei bisogni.
Sulla base di queste considerazioni, nel 2010 è stata creata l' Associazione CRIAF no profit che segue la logica del basso costo, con l'intento di coprire quelle fasce sociali che per difficoltà economica o problematiche non chiaramente patologiche non trovano spazio di ascolto.
Il lavoro del Centro CRIAF, perciò, si modella sulla base dei cambiamenti e delle necessità sociali, allargando e investendo soprattutto sul target che più difficilmente ha accesso ai servizi.

Il significativo lavoro del CRIAF per l'Ambito 9 della Provincia di Brescia ha ottenuto importanti riconoscimenti.
È stato riconosciuto "buona prassi" da:
"Osservatorio Regionale sul Bullismo"
"Commissione Disagio Adolescenti e bullismo", Ministero della Pubblica Istruzione
ed è stato analizzato anche dalla ricerca scientifica.
Infatti, l'Università degli Studi di Torino, partecipando al progetto europeo "Strategies for Supporting Schools and Teachers in Order to Foster Social Inclusion" (www.docabureaus.nl/INTMEAS.html) ha preso in considerazione il lavoro del CRIAF in termini di inclusione sociale. Il progetto europeo, che aveva l'obiettivo di portare a conoscenza le azioni per l'inclusione sociale attuate nei paesi europei coinvolti (Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Italia, Polonia, Slovenia,Spagna, Svezia e Ungheria), ha dato origine a una pubblicazione in italiano (Galloni, Ricucci, 2010 Crescere In Italia. Edizioni Unicopli, Milano).
Intendendo l'inclusione nel senso di ciò che promuove benessere individuale e collettivo, cittadinanza attiva e coesione sociale, sono stati valutati i seguenti punti di forza del CRIAF:

  • 'importanza della ricerca sul bullismo, a dimostrare che la necessità di non improvvisare le azioni, ma basarle su dati scientifici;
  • la fruibilità degli Sportelli psicopedagogici da parte tutti gli attori del mondo educativo (genitori, alunni, docenti, dirigenti, assistenti sociali…)
  • l'opera di sensibilizzazione-formazione per la popolazione, come strumenti di partecipazione e sussidiarietà
  • il lavoro di rete attuato
  • la presenza di un supporto esperto in luoghi di piccole dimensioni e periferici, soprattutto se ciò è posto a confronto alla realtà poco strutturata e continuativa di servizi di consulenza scolastica in Italia.